Contrabbando internazionale

Secondo un rapporto della Banca mondiale, circa il 30 percento delle sigarette esportate a livello internazionale sfociano nel contrabbando. Le sigarette vengono vendute al mercato nero senza maggiorazioni fiscali pertanto questo commercio contribuisce all'attuazione di maggiorazioni fiscali. Forti imposte sul tabacco sono misure efficaci nell'ambito della promozione della salute, perché contribuiscono alla diminuzione della domanda.

Il mercato nero delle sigarette indebolisce doppiamente la promozione della salute:

  • Contrôle de la contrebande internationale de cigarettesinvece di smettere di fumare, molti giovani ed adulti attenti alle spese, continuano a farlo, se sono reperibili sigarette più a buon mercato perché risultano essere senza maggiorazioni fiscali.
  • attraverso il contrabbando lo Stato perde entrate fiscali, che mancano poi nella promozione della salute o nella previdenza sociale.

Il mercato nero occupa un trenta percento del mercato delle sigarette, ciò che risulta essere una fetta molto più consistente di quella che riguarda la maggior parte degli altri beni di consumo nel commercio internazionale, che vengono contrabbandati.

Le sigarette giungono più o meno nello stesso modo nel mercato nero e più precisamente così: Un produttore di sigarette riceve una grossa ordinazione di solito di marche facili da smerciare come le Marlboro o le Camel. Le sigarette escono dalla fabbrica o dal deposito doganale con documenti legali, ma poi cambiano più volte il destinatario (almeno sulla carta) ed è difficile tenere sott'occhio queste transazioni. Alla fine i documenti portano a ditte inesistenti o che risultano essere solo società di comodo, mentre le sigarette sono scomparse nel mercato nero senza lasciare traccia.

Il contrabbando delle sigarette ha diverse cause

Secondo quanto sostiene l'industria delle sigarette, l'unica causa del contrabbando di sigarette sarebbero le pesanti tasse sul tabacco; l'unico metodo per combatterlo è quindi - secondo loro - quello di abbassare l'imposizione fiscale. In verità il prezzo delle sigarette è solo una di numerose cause.

Il mercato nero delle sigarette diviene un affare redditizio solo se vengono soddisfatte almeno altre due condizioni:

  • le sigarette che arrivano sul mercato nero sono nell'ordine di container da carico con una capienza di fino a 10 milioni di sigarette. Il che presuppone generalmente la collaborazione delle industrie del tabacco.
  • il contrabbando di sigarette si svolge a livello internazionale e colpisce in prima linea i Paesi che adottano misure poco adatte per contrastarlo.

Le differenze di prezzo non provocano quasi mai da sole contrabbando in grande stile. Nel traffico di confine fra due Paesi, diversi livelli di prezzo danno sì vita al piccolo contrabbando, ma nel traffico internazionale le differenze di prezzo giocano un ruolo del tutto secondario. A livello mondiale l'Europa occidentale presenta i prezzi delle sigarette più elevati. Eppure, nonostante i prezzi siano da quattro a cinque volte più alti, l'Europa occidentale ha una quota di mercato nero in media del 7 percento contro il 13 percento dell'Europa orientale, il12 percento nel Medio Oriente e in Africa e il 9 percento in America Latina. Determinanti quindi non sono le differenze di prezzo, bensì la mancanza di controllo del contrabbando internazionale.

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Le multinazionali del tabacco sono coinvolte nel mercato nero

Il minuscolo stato di Andorra nei Pirenei ha una popolazione di circa 63.000 abitanti. L'esportazione di sigarette dalla Gran Bretagna ad Andorra è passata di 13 milioni di sigarette del 1993 ai 1520 milioni del 1997. Solo poche di queste sigarette sono poi tornate ad uscire legalmente da Andorra. Pertanto o tutti gli abitanti, compresi lattanti e vecchi, fumatori e non fumatori, fumano quotidianamente più di 60 sigarette inglesi, oppure queste sono state contrabbandate da Andorra in Spagna o addirittura di nuovo in Gran Bretagna.

Le industrie del tabacco inglesi erano consapevoli del fatto che gran parte delle esportazioni verso Andorra vanno a finire nel mercato nero. Un portavoce dell'industria inglese del tabacco Gallaher ha dichiarato nel 1998 alla BBC: "Noi vendiamo legalmente sigarette ai nostri grossisti in diversi Paesi. Se questi grossisti rivendono le sigarette ad altri che a loro volta le riportano illegalmente in questo Paese, ciò avviene al di fuori del nostro controllo."

In Gran Bretagna dopo gli aumenti delle tasse, la quota del mercato nero è salita dal 3 percento del 1996/97 al 18 percento del 1999/2000. Il contrabbando di viaggiatori che introducono illegalmente sigarette straniere costituisce un problema secondario. Ha invece molto peso la reintroduzione illegale di sigarette britanniche attraverso un contrabbando internazionale organizzato. Nel transito esente da dazio un container da carico costa 200.000 dollari USA, nel mercato nero la merce si può vendere con un guadagno fino a 10 volte maggiore. "Dove un governo non è disposto ad agire oppure i suoi sforzi restano vani, noi operiamo all'interno della legge secondo il principio che le nostre marche si trovano accanto a quelle dei nostri concorrenti nel mercato nero come in quello legale." Ciò è quanto ha ammesso alla rivista The Guardian Kenneth Clark, vice direttore del British American Tobacco.

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Contro il contrabbando internazionale di sigarette esistono misure efficaci

Contro il traffico illegale di medicinali, droghe, armi e altri prodotti esiste una serie di trattati e controlli internazionali. Invece riguardo al contrabbando dei tabacchi non esistono misure adeguate.

Bisogna puntare lo sguardo sul contrabbando con

  • controlli del commercio internazionale di sigarette,
  • interventi contro la partecipazione dei produttori di sigarette al contrabbando.

Rendono poco le azioni contro il piccolo mercato nero che avviene per strada, che si limita alla dimensione di "stecche di sigarette".

La Spagna è uno dei pochi Paesi che hanno affrontato con successo la lotta contro il contrabbando delle sigarette. Ancora nel 1995 il mercato nero, nonostante il prezzo molto basso al dettaglio, occupava la consistente quota del 15 percento. Nel 1997 le autorità spagnole unitamente a quelle europee hanno intrapreso un'azione comune contro il contrabbando proveniente da Andorra. La Spagna ha sigillato le sue frontiere con Andorra, la Guardia civil ha compiuto servizio di pattuglia nella zona montuosa di frontiera. Pressioni politiche dell'Unione europea hanno indotto Andorra, con una nuova legge, a dichiarare illegale il contrabbando di sigarette nei Paesi confinanti. I risultati si son fatti vedere: dal 12 percento dell'inizio del 1997 il mercato nero in Spagna è sceso, nella metà del 1999, al 5 percento, il numero di sigarette vendute legalmente è aumentato in modo significativo, le entrate fiscali sono aumentate nel giro di un anno del 25 percento.

Anche in Gran Bretagna l'autorità doganale ha adottato contromisure: fra l'altro sono stati assunti funzionari particolarmente preparati allo scopo e acquistati scanner speciali per container. Inoltre a fine aprile del 2002 l'autorità doganale ha firmato un documento congiunto con la ditta produttrice di sigarette Gallaher, nella quale questa si impegna a vendere sigarette solo nei mercati legali e a non avviare affari con mediatori che non siano in grado di dimostrare dove vengono messe in vendita le sigarette. Il documento non è però vincolante dal punto di vista legale. Poco dopo una portavoce dell'Imperial Tobacco ha annunciato che anche la sua ditta avrebbe potuto concordare una dichiarazione simile. A detta dell'autorità doganale britannica le marche dell'Imperial Tobacco costituiscono la metà delle sigarette sequestrate sul mercato nero britannico.

In conclusione: la Spagna ha agito con successo contro il contrabbando, senza dovere per questo abbassare la tassazione sul tabacco. Anche le autorità britanniche non prevedono nessuna detassazione, ma piuttosto cercano di ostacolare sempre più il contrabbando.

Un altro esempio di provvedimenti intelligenti riguarda i molti Duty-free-Shop che, con le grandi quantità di sigarette esenti da dazio, favoriscono il commercio illegale e contemporaneamente lavorano pilotati dal contrabbando di sigarette. È questo un motivo che da qualche tempo è stato abolito l'acquisto di tabacchi esenti da dazio all'interno dei quindici Stati membri dell'UE.

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Contrabbando e tassazione: due argomenti diversi

In teoria ci si dovrebbe aspettare, per le regole del mercato, che il contrabbando di sigarette avvenisse in grande stile partendo dai Paesi con prezzi bassi verso quelli con prezzi elevati. E invece nella realtà il mercato funziona diversamente. Il contrabbando internazionale fiorisce dove esistono punti deboli. Lottare contro il contrabbando significa quindi chiudere i punti deboli. Abbassare la tassazione sul tabacco o mantenerla bassa non serve a tappare i punti deboli.

In tutto il mondo sono stati introdotti con successo aumenti delle tassazioni. Solo in Canada nel 1994 e in Svezia nel 1998 i governi hanno riabbassato le tasse sui tabacchi. All'improvviso in Canada un pacchetto di sigarette costava più del doppio di quanto costasse negli Stati Uniti. In un primo momento i produttori di sigarette canadesi hanno svolto un ruolo chiave nel contrabbando, esportando sigarette canadesi nello Stato federale americano di New York (negli USA quasi non si vendono marche straniere) e aiutando a importare di nuovo illegalmente le sigarette in Canada. Dal punto di vista della promozione della salute in Canada le conseguenze della riduzione delle tasse sono state molto gravi. Il prezzo di vendita delle sigarette è diminuito di un terzo, fra i teen-ager la quota dei fumatori è passata dal 16 al 20 percento, il gettito fiscale è diminuito del doppio rispetto a quanto previsto. In Svezia il prezzo delle sigarette è aumentato del 43 percento nel giro di otto mesi. Il Parlamento svedese ha poi ridotto di nuovo la tassazione sul tabacco, perché questa lievitazione del prezzo era stata accolta con sfavore dalla popolazione, non però per timore di traffici illegali con le sigarette. Inoltre le tasse sulle sigarette sono rimaste, in Svezia, ad un livello mediamente elevato.

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Che ruolo svolge la Svizzera?

Un mercato nero con sigarette importate illegalmente esiste al massimo per quantità piuttosto limitate. Un grosso contrabbando di sigarette tale da danneggiare le entrate fiscali in Svizzera non c'è. Al contrario, la criminalità organizzata utilizza la Svizzera anche riguardo alle sigarette come crocevia per contrabbando e frode ai danni di altri Stati. Lo dimostra l'ultimo importante caso di contrabbanda di sigarette scoperto dall'amministrazione doganale della Confederazione nel 1999. Sigarette che dovevano essere sottoposte al controllo doganale venivano sottratte illegalmente alle pratiche di transito e infine contrabbandate negli Stati dell'UE come "contenitori vuoti". Inoltre da diverse rogatorie di Paesi stranieri risulta che da poco anche persone residenti in Svizzera organizzano il contrabbando internazionale di sigarette oppure che il loro finanziamento si realizza tramite la Svizzera.

La collaborazione fra uffici giudiziari svizzera ed altri Stati in casi di contrabbando internazionale, si effettua solo in modo limitato. Il contrabbando infatti per la Svizzera non è un reato, ma viene punito soltanto nell'ambito di leggi speciali del diritto amministrativo. Inoltre spesso né le merci contrabbandate come le sigarette né le corrispettive correnti finanziarie transitano per la Svizzera e non rientrano pertanto nella legislazione doganale svizzera.

Per contro la progettazione e l'organizzazione del va e vieni delle sigarette su larga scala fino anche al mercato nero avviene anche dalla Svizzera. E così succursali della BAT in Svizzera sono coinvolte nell'importazione illegale di sigarette dalla piccola isola caraibica Aruba, che si trova di fronte alla costa del Venezuela, nel Sud America. La BAT ha per anni utilizzato Aruba per immettere container carichi di sigarette nel mercato nero.

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Per controllare il commercio del tabacco è necessaria una convenzione-quadro facile da usare

È necessaria una collaborazione internazionale per controllare il commercio del tabacco. Nelle trattative in corso su una convenzione internazionale per il controllo del tabacco nell'ambito dell'Organizzazione mondiale della sanità, il tema del contrabbando è in cima agli argomenti da trattare. A detta dell'Alleanza per una convenzione quadro (Framework Convention Alliance) sono urgenti i seguenti provvedimenti:

  • tutti i pacchetti di sigaretta dovrebbero riportare un codice a barra. In questo modo i funzionari doganali sarebbero in grado di identificare i pacchetti in qualsiasi luogo sul lungo cammino dalla produzione alla vendita. Un codice di questo tipo costa meno di 2 cents USA per pacchetto.
  • ognuna delle quasi 10.000 ditte al mondo di grossisti di sigarette dovrebbe richiedere una licenza. In questo modo le autorità potrebbero individuare a che punto le sigarette passano al mercato nero.
  • inoltre in ogni pacchetto dovrebbe risultare in quali Paesi è ammessa la sua vendita.

L'Alleanza per una convenzione quadro raccoglie più di 160 organizzazioni non governative, fra cui l'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo; l'Alleanza si impegna per ottenere una convenzione quadro facile da usare per il controllo del commercio del tabacco.

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Per avere informazioni più approfondite sul mercato nero delle sigarette a livello mondiale può collegarsi coi seguenti siti (in lingua inglese):

  • Banca mondiale www1.worldbank.org/tobacco qui si trova anche un rapporto della Banca mondiale "Curbing the Epidemic: Governments and the Economics of Tobacco Control" del 1999 in inglese e francese.
  • Action on Smoking or Health www.ash.org.ukTobacco Policy.
  • National Center for Tobacco-Free Kids www.tobaccofreekids.org > Site Search "Smuggling" qui fra l'altro figura un elenco Factsheet "Tobacco Smuggling" che approfondisce ampiamente le cause del contrabbando.
  • Alleanza per una convenzione quadro (Framework Convention Alliance) www.fctc.org
  • Vedi anche: Luk Joossens, Martin Raw, How can cigarette smuggling be reduced?, in: BMJ 2000; 321: 947-950.

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Editore: Associazione svizzera per la prevenuione del tabagismo
Testo: Nicolas Broccard, Bern
Situazione: Giugno 2002

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