Pubblicità

Ci sono buoni motivi per proibire la pubblicità dei tabacchi. In Svizzera non è ammessa la pubblicità del tabacco né alla radio né in televisione. Però, a parte questi media, l'industria del tabacco dispone ancora di numerose possibilità di farsi pubblicità. Ciò vale in particolare per la sponsorizzazione di manifestazioni sportive e culturali.

Situazione in Svizzera

Nel 1964 il Consiglio Federale ha deliberato di vietare la pubblicità delle sigarette alla radio ed alla televisione. Ha inoltre deliberato ulteriori restrizioni nel decreto sul tabacco. "La pubblicità per i prodotti del tabacco e per gli articoli per fumatori con succedanei del tabacco rivolta espressamente ai giovani di età inferiore ai 18 anni (giovani) è vietata." (Decreto sul tabacco, articolo 18). In modo particolare, tale pubblicità è vietata nei luoghi di ritrovo dei giovani e nelle manifestazioni culturali, sportive e altre, frequentate particolarmente dai giovani. Il decreto è in vigore dal 1 luglio 1995.

Nonostante ciò, all'industria del tabacco rimangono molti spazi per fare pubblicità, specialmente i cinema dalle 19 per gli spot pubblicitari. Le industrie del tabacco ricorrono poi alla pubblicità indiretta, sponsorizzando manifestazioni sportive e culturali di vario genere; inoltre vendono prodotti, come capi d'abbigliamento e scarponi, che portano il nome ed il logo di una marca di sigarette; offrono quindi dei servizi, come ad esempio vacanze. Una certa importanza riveste anche l'incoraggiamento diretto all'acquisto, ad esempio tramite buoni sconto.

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Anche in Svizzera: niente pubblicità per le sigarette

Ci sono buoni argomenti a favore di questo divieto:

  • Non esiste un consumo sicuro dei derivati del tabacco. Ogni modalità di consumo può provocare tumori, infermità cardiocircolatorie ed altre malattie. Ciò vale anche per sigarette "light", sigari e pipa. Questi non sono pertanto confrontabili ad es. con alcolici e automobili: infatti solo un consumo esagerato di alcolici o uno stile di guida pericoloso aumentano il rischio di infermità o morte.
  • Le sigarette sono l'unico prodotto acquistabile liberamente. Fra i cui consumatori abituali uno su due muore precocemente, se si attiene alle modalità di consumo del produttore. Su 1000 persone che iniziano a fumare da giovani e continuano a fumare per tutta la vita, ne muoiono, per malattie legate al fumo, 250 prima e 250 dopo il settantesimo anno di età.
  • La libertà individuale non viene condizionata dal divieto della pubblicità e della spon?sorizzazione per le sigarette. La pubblicità delle sigarette nasconde le informazioni centrali riguardanti le conseguenze del loro consumo. Perciò sono particolarmente necessarie sia norme sui dati relativi al contenuto di nicotina e catrame e sia scritte che met?tano in guardia il consumatore. La pubblicità delle sigarette non è un'informazione. Inoltre il divieto dell'UE permette ancora la pubblicità nei luoghi di vendita.
  • La molteplicità dei media non risulta limitata dal divieto di pubblicità dei tabacchi. Per la stampa, infatti, fra gli utili provenienti dalla pubblicità, quelli della pubblicità delle sigarette ammontano alcuni percento. Come chiarisce poi il regolamento nell'UE, un divieto prevede un periodo di transizione piuttosto lungo. In questo intervallo di tempo, in Svizzera, una fondazione potrebbe ad esempio compensare via le perdite per la mancata pubblicità di sigarette con campagne per la promozione della salute.
  • Le perdite in pubblicità di cinema e manifesti possono venire compensate con misure adeguate, ad esempio. Anche in questo campo bisogna prevedere regolamenti di transizione con tempi sufficientemente lunghi per permettere la conversione.
  • Certamente in seguito ad un divieto completo l'industria del tabacco perde posti di lavoro, dato che il consumo di tabacchi diminuisce. D'altronde, l'abitudine al fumo non scompare da un giorno all'altro: la riduzione si compie lentamente. L'industria del tabacco dispone di tempo sufficiente per adattarsi alla nuova realtà. Contemporaneamente, le persone che sono riuscite con successo a smettere di fumare, spendono quanto risparmiato per altri beni e servizi. Pertanto possono aprirsi nuove possibilità di lavoro soprattutto nel campo del tempo libero.

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Sponsorizzazioni di eventi sportivi: Swiss Indoors senza Davidoff

Swiss Indoors alla fine del torneo di tennis 2010 si è separato dal gruppo Oettinger Davidoff. Dal 1994 Davidoff era lo sponsor ufficiale del torneo internazionale di tennis nella «St. Jakobshalle di Basilea». La marca Davidoff è sinonimo di sigari e sigarette di lusso.

Limitazioni delle pubblicità all'estero

La sponsorizzazione del tabacco è terminata perché la Swiss Indoors nel 2009 è entrata nel World Tour 500 dell'Association of Tennis Professionals ATP. Da allora la ATP distribuisce i diritti televisivi a livello mondiale e le Swiss Indoors vengono trasmesse in più di 150 Paesi.

Per questo motivo bisogna rispettare anche le limitazioni della pubblicità nei diversi Paesi. Nel giugno 2010 la ATP ha comunicato che, a causa delle restrizioni pubblicitarie per i tabacchi, non pubblicizzerà più il torneo svizzero in Europa col nome di «Davidoff Swiss Indoors», che aveva finora. Dal 2011 pertanto quella che secondo Swiss Indoors è la manifestazione sportiva più grossa della Svizzera andrà in scena senza pubblicità del tabacco.

Pressione sull'opinione pubblica

Da diversi anni OxyRomandie assieme al Comité National Contre le Tabagisme CNCT, Action on Smoking and Health UK e Action on Smoking and Health Scotland hanno esercitato pubblicamente pressione sulle stazioni televisive e la Association of Tennis Professionals.

Trasmissioni televisive col nome «Davidoff Swiss Indoors» violano fra l'altro il divieto di pubblicità e sponsorizzazione dei tabacchi in Gran Bretagna. Anche la Convenzione quadro internazionale sul controllo del tabagismo dell'Organizzazione mondiale della sanità nell'articolo 13 proibisce ogni forma di pubblicità, promozione della vendita e sponsorizzazione dei tabacchi.

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Sport libero dal tabacco

La Svizzera non dispone ancora di chiare norme legislative riguardo alla sponsorizzazione di manifestazioni sportive e culturali da parte di industrie del tabacco. Ma in Gran Bretagna e in altri Paesi la sponsorizzazione da parte di industrie del tabacco è vietata, nell'EU è vietata la sponsorizzazione di manifestazioni con effetto transnazionale.

A livello mondiale molti team e organizzazioni sportive hanno spontaneamente rinunciato a finanziamenti del tabacco. Questi esempi dimostrano che le manifestazioni sportive hanno successo finanziario anche senza sponsorizzazioni del tabacco. Così la FIFA, Federazione internazionale del calcio, dal 1987 per tutte le sue manifestazioni rifiuta sponsorizzazioni da parte di ditte del tabacco.

Già in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2002 il Comitato olimpico internazionale CIO, la Federazione internazionale del calcio FIFA e la Federazione internazionale dell'automobile FIA si sono associate con l'Organizzazione mondiale della sanità OMS e lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention CDC per la campagna «Tobacco Free Sports». L'obiettivo comune sono manifestazioni sportive del tutto libere dal tabacco.

Affari o salute

Dietro la sponsorizzazione di manifestazioni sportive da parte di produttori di tabacchi ci sono da molto tempo grossi interessi finanziari, come è documentato fra l'altro dal seguente documento interno del 1989 del colosso del tabacco R.J. Reynolds Tobacco Company. «Facciamo affari con le sigarette. Non facciamo affari con lo sport. Noi utilizziamo lo sport come possibilità per pubblicizzare i nostri prodotti. Noi possiamo entrare in un campo se pubblicizziamo un evento. Possiamo valutare le vendite durante l'evento e le vendite dopo l'evento e registrare un incremento delle vendite.»

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Fonti

World Health Organization, World No Tobacco Day 2002: Tobacco Free Sports - Play it Clean, Opens external link in current windowwww.who.int/tobacco/communications/events/wntd/2002/en/index.html.

Ulteriori informazioni approfondite sulla sponsorizzazione di manifestazioni sportive da parte di industrie del tabacco si trovano in Opens external link in current windowwww.davideathswissindoors.ch.

Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo
Testo: Nicolas Broccard
Situazione: Ottobre 2010

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