Aiuto per noi genitori

Aiuto - nostro figlio ha fumato! Cosa possiamo fare noi genitori?

Vostro figlio ha fumato. Non è il caso di spaventarsi. Vostro figlio per questo motivo non è ancora in una situazione pericolosa. La curiosità fa parte del normale sviluppo e inspirare il fumo di una sigaretta è un'esperienza quasi irrinunciabile per gli adolescenti.Questa prima sigaretta non piace per niente e il fumo inspirato risulta il più delle volte pungente e di odore nauseante.

Cosa possono fare i genitori

A rigor di logica, ci si dovrebbe fermare qui, dopo questa prima esperienza negativa, visto che la prima sigaretta non è piaciuta per niente. Che altri moventi siano più forti di questa logica lo dimostra però il fatto che il 33 percento della popolazione in Svizzera sia costituita da fumatori. Perciò è importante che voi affrontiate con decisone il tema del fumo.

Vale la pena che voi riflettiate sul tema del fumo e che ne discutiate assieme a vostro figlio. Potete:

  • Imparare a conoscere e capire i motivi per cui si comincia a fumare
  • Parlare tempestivamente del fumo con vostro figlio
  • Fare un patto con vostro figlio
  • Dare il vostro appoggio a vostro figlio senza prediche moraleggianti sui dubbi e le sue decisioni

Che anche lei fumi non costituisce un impedimento al fatto che possa impegnarsi assieme a suo figlio perché mantenga la sua libertà dal fumo. Se poi lei desidera smettere di fumare o a già alle spalle tentativi falliti di smettere, può proporsi come esempio della dipendenza, che lei vuole evitare a suo figlio.

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Conoscere i motivi per cui si comincia a fumare

Far parte del gruppo

Vostro figlio si stacca pian piano dalla tutela della famiglia e si lega a coetanei coi quali trascorre il tempo libero e di cui imita abitudini e atteggiamenti.

Questi gruppi possono formarsi spontaneamente, fra vicini, compagni di classe o di scuola. Se si forma un gruppo nell'orchestra della scuola, nel gruppo sportivo giovanile, in una organizzazione per il tempo libero, si ha in genere il vantaggio che i ragazzi sono uniti dagli stessi interessi e che, mentre sviluppano nuove competenze, essi rafforzano anche la fiducia in se stessi e l'autodecisione, così che la pressione del gruppo non viene avvertita quasi per niente.

Imitazione del comportamento abituale nel proprio ambiente

Non sorprende che ragazzi i cui genitori o fratelli sono fumatori comincino a fumare più facilmente di quelli che crescono in ambienti senza fumo. E questo è un motivo in più per affrontare col proprio figlio il tema del fumo. E forse sono proprio i fumatori ad essere più competenti riguardo alle dipendenze e che possono capire meglio il problema.

Gli idoli vengono copiati

Quando i bambini sono molto piccoli, hanno solo i genitori come punto di riferimento e ne imitano il comportamento, poi vengono sostituiti da maestre d'asilo e insegnanti, quindi dai coetanei; segue poi una fase durante la quale idoli - per lo più del mondo della musica o dello sport - compiono performance di valore.

Per lo più tali performance da professionista non possono venire copiate, perciò i ragazzi si accontentano di imitare l'abbigliamento e gli atteggiamenti dei loro idoli.

Pubblicità delle sigarette

Lo scopo dichiarato della pubblicità delle industrie del tabacco è quello di indurre il consumatore a cambiare marca, non di conquistare nuovi fumatori - essa infatti ufficialmente non può indirizzarsi ai giovani. E invece lo fa, anzi lo fa alla grande.Ad esempio nei manifesti del 2001, in cui viene ripreso e tematizzato su manifesti un comportamento di tendenza. Un ragazzo domanda:"Do I look shy?" La frase del manifesto serve forse per cambiare marca di sigaretta? Certamente no. Nessun ragazzo però vuole essere considerato timido. Perciò è chiaramente quella dei giovani la categoria cui si rivolge la pubblicità occulta.

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Parlate tempestivamente del fumo con vostro figlio

In quasi tutte le scuole si parla del fumo durante le lezioni. Ciò non è sufficiente per vostro figlio. Vuole conoscere anche la vostra opinione a questo riguardo. Desidera anche sapere come voi reagireste nell'eventualità che lui fumasse.

Non ha senso mettere in guardia sui rischi del fumo un bambino piccolo, che non pensa ancora assolutamente a fumare. In questa fase è importante che vostro figlio consolidi la fiducia in se stesso e impari ad aver il coraggio di dire di no verso comportamenti impositivi.

Non appena però vostro figlio si interessa alla sigaretta o entra in contatto col fumo di altri, ditegli chiaramente:

  • che la nicotina contenuta nel fumo di tabacco  risulta gradevole ai fumatori e perciò è ricercata sempre di nuovo e sempre più spesso, e che da ciò può generarsi un'abitudine, una dipendenza, una mania. Che il fumatore, ad es. in aereo, dove non può fumare, quasi perde la testa durante un lungo volo, quasi come succede nella disassuefazione dalle droghe proibite.
  • che le sostanze dannose contenute nel fumo delle sigarette possono in maniera molto grave attaccare alcuni organi. Che, una volte che si è instaurata una dipendenza dalla nicotina, il catrame ad es. rimane attaccato alle vie respiratorie e ai polmoni in modo tale da non poter quasi più venire espulso con la tosse. O che il monossido di carbonio si sostituisce all'ossigeno e in tal modo sottrae all'organismo un nutrimento necessario.
  • che la forma fisica peggiora già in età giovanile se gli effetti di monossido di carbonio, catrame e gas irritanti hanno potuto svilupparsi liberamente. Ne forniscono la prova i risultati della corsa di dodici minuti a cui vengono sottoposte ogni anno le reclute e nella quale i non fumatori corrono mediamente 240 metri in più dei fumatori.
  • che non desiderate che vostro figlio fumi, ma che non avete l'intenzione di rimproverarlo o di punirlo se dovesse faro. Sottolineate che per voi è importante che vostro figlio sia libero da sostanze che creano dipendenza e che intendete aiutarlo a non iniziare mai a fumare regolarmente.

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Concludere un accordo

...voi avanzate una proposta concreta, che potrebbe ad es. presentarsi così:

  • le prime tre sigarette nella vita di vostro figlio non sono un argomento su cui discutere.
  • Dalla quarta se ne discute con i genitori. 

La discussione potrebbe essere articolata sulle seguenti questioni:

  • Perché ha fumato la sigaretta?
  • Chi gliel'ha offerta?
  • Ha accettato volentieri o si è sentito costretto ad accettare?
  • Gli è piaciuta la sigaretta?
  • Ha paura che gli venga imposto di fumare altre sigarette?
  • Come evitare situazioni nelle quali si è "costretti" a fumare?
  • Potrebbe essere utile informare l'insegnante se si fuma a scuola, il vicino di casa se sono i suoi figli che hanno offerto le sigarette, l'allenatore del gruppo sportivo giovanile, se è successo lì?
  • Suo figlio ha intenzione di comprare lui stesso un pacchetto di sigarette, per poterle offrire a sua volta?
  • Suo figlio pensa che fra due anni continuerà a fumare?
  • Il ragazzo è disposto a tenere, assieme ai genitori, un "diario del fumo", in modo che si possa cogliere ai primi sintomi l'insorgere di una dipendenza e quindi la si possa evitare?
  • Il ragazzo è disposto a limitare il consumo di sigarette settimanale ad es. a 3 sigarette, per evitare che si sviluppi una dipendenza?

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Offrire appoggio invece che predicozzi

Se voi dite semplicemente a vostro figlio che non va bene fumare o che voi non gli permetterete mai di farlo, questa non è un'informazione in cui vostro figlio veda un qualche significato, ma una pura angheria alla quale cercare di opporsi.

Se fornite una motivazione chiara del perché volete metterlo in guardia contro il fumo, allora potete conquistare la sua fiducia e rendere accettabile il vostro aiuto e il vostro appoggio per evitare una dipendenza. Affrontate l'argomento senza moralismi, considerate l'appoggio che date a vostro figlio perché rimanga libero dal fumo un impegno il cui unico scopo è evitare una dipendenza.

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