Comunicato per i media: L'industria del tabacco ostacola la politica della salute

29.05.2012 Categoria: Medienmitteilung, Tabakindustrie/Wirtschaft, Startseite
"L'industria del tabacco tenta di condizionare la politica della salute a vantaggio dei propri interessi", dichiara l'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. Ma gli affari dell'industria del tabacco sono inconciliabili con la politica della salute.

Misure efficaci sulla prevenzione del tabagismo diminuiscono il consumo di tabacco. I colossi industriali del tabacco invece cercano di vendere il loro prodotto, sempre di più e in ogni luogo. Perciò gli intenti commerciali dell'industria del tabacco si contrappongono ad ogni promozione della salute pubblica. L'Organizzazione mondiale della sanità OMS ha posto questo conflitto d'interessi al centro della Giornata mondiale senza tabacco 2012. 

Standard globali 
La Convenzione quadro sul tabacco dell'OMS del 2003 comprende i provvedimenti riconosciuti a livello mondiale per la prevenzione del tabagismo. Fra questi: grandi scritte di avvertimento sui pacchetti, un divieto di pubblicità e sponsorizzazioni per i tabacchi e una protezione completa dal fumo passivo. 

Ogni anno nel mondo muoiono approssimativamente sei milioni di persone per le conseguenze del consumo di tabacchi, di queste più di 9.000 in Svizzera. Nonostante ciò, l'industria del tabacco tenta sempre in modo aggressivo di affossare i provvedimenti della Convenzione dell'OMS. 

Dalla Svizzera 
In questo modo, Philip Morris sfrutta l'accordo bilaterale sulla protezione degli investimenti fra Svizzera e Uruguay, per far revocare provvedenti di politica sanitaria in quel Paese - scrive l'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo. Nel 2004 l'Uruguay ha ratificato la Convenzione sul tabacco dell'OMS e dal 2010 limita, in modo molto più restrittivo della Svizzera, la possibilità di pubblicità sui pacchetti delle sigarette. 

Sulla base di questo accordo bilaterale, Philip Morris ha mosso causa alla Repubblica dell'Uruguay, davanti ad un collegio arbitrale internazionale, per una richiesta elevata di risarcimento danni. In questo modo il colosso dei tabacchi intende impedire che altri Paesi seguano l'esempio dell'Uruguay e prescrivano grandi scritte di avvertimento sui pacchetti delle sigarette. 

Se Philip Morris avrà successo con questa azione giudiziaria, altri Paesi esiteranno nell'assumere provvedimenti efficaci per la prevenzione del tabagismo, per timore di richieste di risarcimento. Perciò, la causa contro l'Uruguay è un test di prova per Philip Morris. A livello mondiale sono più di duemila gli accordi bilaterali vigenti di quel tipo. 

Per informazioni: Thomas Beutler, collaboratore scientifico dell'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo, Haslerstrasse 30, 3008 Berna, tel.031 599 10 20 fax 031 599 10 35, Opens window for sending emailinfo(at)at-schweiz.ch

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